giovedì 26 aprile 2018

Storie con morale: la creatura

“Lei è dentro di me.
“Lei è viva, si muove e pensa.
“In quell’istante capisco che non è una cosa…
“E’ una creatura, un alieno che vive in me, come in quel film di fantascienza.
“Solo che qui non siamo in un film, io non vivo in un film.
“Sono una persona come tante, un uomo comune, di carne e sangue, che può farsi male, che può morire.

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venerdì 20 aprile 2018

Storie per riflettere sulle scuse

Scusate.
Scusate di aver non solo portato morte e distruzione nelle vite altrui, ma di aver mostrato anche l’ignobile sfacciataggine di raccontare ai posteri che noi eravamo i buoni.
Seguendo tale inaspettato, straordinario esempio, non saranno da meno la Francia e la Spagna, la Germania e, tra i molti, pure l’Italia, già.
Perché se c’è una cosa che abbiamo sempre fatto non è solo salire sul carro del vincitore, bensì sul carro più grande, ovunque fosse diretto.
Eccola, quindi, la processione delle scuse.

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giovedì 19 aprile 2018

Storie con morale sul web del futuro

“Qui lei può avere tutto, come le dissi il primo giorno che è venuto. Che faccio? Incarto?”
“Ma sì, incarti pure.”
E il tizio saluta la signorina convinto di iniziare finalmente la vita che ha sempre sognato.
Ciò malgrado, anche il dì seguente si presenta al bancone.
“Buongiorno, signore, come sta?”
Il nostro, sebbene dotato di un’immagine degna di qualsiasi copertina, ha un’espressione inquietante, sopraffatta da angoscia e terrore.
“Signorina, mi aiuti!”

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mercoledì 18 aprile 2018

Storie per riflettere sulla guerra in Siria

Perché ci sono armi chimiche?
Potresti pure fermarti qui, senza alcuna coordinata spaziale, e quindi temporale, e saresti comunque pericolosamente fuori tema.
L’antivirus preposto al controllo della pubblica discussione interverrebbe immediatamente a porre rimedio innanzi a tale ingenuo refuso.
Esatto, perché sarebbe questa la strumentale colpa per rigettare l’estraneo dubbio.
La tanto sfruttata carta del puerile candore, inadatto a trattare la complessità del globale groviglio di interessi e potere.

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giovedì 12 aprile 2018

Storie con morale sui cellulari

“Ha violato la sacra regola, l’abbiamo visto tutti, lo vediamo anche ora, la scena è virale su ogni schermo, ormai. Il bambino ha il capo lontano dal monitor e sta guardando intorno a sé.”
“Peccatore!” sbraitano i numerosi testimoni della grave trasgressione.
“Ma voi non capite”, esclama con rinnovato vigore la madre. “Mio figlio è cieco…”
Un quanto mai gradevole silenzio cala inesorabile in quel mentre.
“Ah…” osserva mortificato il poliziotto. “Allora sta guardando il niente…”
“Si sbaglia”, lo corregge la donna.

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mercoledì 11 aprile 2018

Storie per riflettere sulla guerra fredda oggi

Ancora e di nuovo.
Di nuovo ancora e ancora di nuovo.
Ancora.
Riscrivendo l’identica farsa sulla stessa pagina, fino a consumarla.
Se ci pensate, sarebbe impossibile il succedersi di tale eventualità nel viver quotidiano di chiunque, perché prima o poi, raggiunta l’età della ragione, si cercano le motivazioni delle proprie scelte e quelle altrui e il disincanto diviene la lente primaria.
Ma con le favole, oh, con le favole è diverso.
Ci credi e vorresti che non cambiassero mai, perché ti rassicurano e ti aiutano a dormir meglio.

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giovedì 5 aprile 2018

Storie con morale sui social network

Chiudi, sbrigati, il sole ha tramontato da un pezzo!
Subito, hai ragione, vado.

Mario?
Eh?
Mariooo!
Ho detto eh!

Ho capito, ma vieni qua. Dobbiamo parlare da una stanza all’altra? Vuoi che gli sconosciuti ci sentano?
Giusto, scusami, arrivo.
Allora, cosa c’è?
Hai inchiavato?
Sì…
E la doppia mandata? Il catenaccio? E l’antifurto?

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domenica 1 aprile 2018

Storie per riflettere sull'odio

Si tratterebbe di sogni al sicuro delle palpebre calate, invece che di incubi con gli occhi spalancati.
Imprigionati, asserviti, spontaneamente consegnati.
Nel buio, o nella luce, il disegno è sempre lo stesso.
I banchi con la merce e lo scambio perenne.
Di domanda e offerta che decidono l’umano destino al prezzo migliore.
Odio.
Compriamo e vendiamo odio.
Tutti, è inutile mettersi le mani in tasca o, addirittura, puntare il dito contro il facile bersaglio dalle forme volgari e la gaffe sistemica.
Siamo parte integrante della tragica compagnia.

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