giovedì 13 dicembre 2018

Noi siamo acqua

C’era una volta il fuoco che mira a cancellare possibilità.
Cambiamento.
Nuovi orizzonti e migliori prospettive.
C’era una volta, difatti, le fiamme che hanno distrutto buona parte del deposito di una commissione elettorale a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo.
Un attentato guidato dall’ottuso odio alimentato da cieca rabbia e incontenibile paura innanzi alle storiche elezioni presidenziali in grado di permettere la prima transizione democratica del governo del paese.
Ebbene, il popolo che non si arrende ha un nome ed è l’ideale alla bisogna.
Acqua.
Noi siamo acqua.


storie con morale
Sostenitori del partito di opposizione al governo mostrano un proiettile usato contro i manifestanti
Di fronte al vile che osteggia diritti e libertà comuni.
Innanzi agli iniqui difensori dei privilegi riservati ai pochi.
Al cospetto dei terrorizzati dittatori.
Noi spegniamo fuochi e inondiamo il mondo di futuro...

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giovedì 6 dicembre 2018

Ritratti di umanità

Una singola foto, spesso, dice più di un intero, accorato discorso.
E, qualora le immagini siano particolarmente suggestive, le parole non possono far altro che limitarsi al rispettoso, didascalico ruolo.
Ritratti di umanità...

Foto di Charlie Clift /1854 Media
 
Foto di Michele Zousmer /1854 Media

Foto di Mohammad Rakibul Hasan/1854 Media
 
Foto di Alfio Tommasini/1854 Media


Foto di Biljana Jurukovski/1854 Media

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giovedì 29 novembre 2018

Scuole e Notizie violente

C’erano una volta gli insegnanti violenti.
Come il maestro d’asilo arrestato a Pero, comune nella città metropolitana di Milano, ritratto nei video girati a sua insaputa in almeno 42 atti brutali nei confronti dei bambini a lui affidati.
C’era una volta il Comune di Pero, il quale riconosce la gravità del fatto, ma... "No a processi di piazza."
Già, no a processi, punto, a meno che non si tratti dell’aula di un tribunale.
È giusto, lo è.
Nonostante, secondo l’Osservatorio Nazionale Adolescenza, grazie a un’indagine concentrata nell’anno scolastico 2016/2017 su un campione nazionale di 8.000 adolescenti dai 14 ai 19 anni, il 20% di loro abbia dichiarato di essere stato maltrattato, denigrato o addirittura insultato da una maestra o un professore nel corso della propria intera permanenza a scuola.
Perché a fronte di 2 su 10, ce ne sono 8 il cui insegnamento è in mano a persone che ogni giorno svolgono con impegno e dedizione il loro fondamentale lavoro.
Altrimenti, qualcuno potrebbe sentirsi in diritto di affermare che tutti gli insegnanti sono violenti.
Qualcun altro potrebbe supportare tale menzogna manipolando i dati reali, bombardando quotidianamente la stampa, i social e i talk show con il solo scopo di usare i docenti di questo paese per creare appositamente un nemico virtuale e generare paure prive di fondamento negli studenti e nei genitori.
Indi per cui, malgrado sia ormai evidente dove questa storia voglia andare a parare.
C’erano una volta i migranti...

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lunedì 19 novembre 2018

Storie con morale sulla guerra e suoi costi

Provo a donar parole alle immagini*, per restituire il regalo dell’occhio di colei che fa cronaca con passione e storia con impegno.
Il costo della guerra


Il costo della guerra è il silenzio bramato che si fa paradiso tra un inferno e l'altro...

Il costo della guerra è l'illusione di una casa che si fa famiglia dove per il resto del mondo c'è il nulla... 
Il costo della guerra è ritrovarsi in viaggio rimanendo immobili e rimanere tali di fronte a chi vorrebbe vederti partire contro la tua volontà...

Il costo della guerra è rimanere soli, in quel viaggio, ma con il coraggio di prendere il timone rimasto vacante...

Il costo della guerra è ritrovarsi di fronte alle diavolerie dei folli che giocano dall'alto con la tua vita e continuare a non capirne il senso...

Il costo della guerra è vivere il resto dei tuoi giorni in attesa di chi non tornerà...

Il costo della pace è invece far sì che tali speranze non rimangano per sempre vane...

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*Foto di Lynsey Addario

giovedì 15 novembre 2018

Oggi contro il domani

Oggi contro il domani.
È il moderno scontro, l’ultimo.
La contesa tra due narratori sulla stessa scena, di mutevole ambientazione – parola quanto mai azzeccata - che sia la volta celeste, piuttosto che ogni angolo rimasto in gioco sulla nostra madre terra.
Due storie contrapposte vengono quotidianamente raccontate all’umano spettatore.
Ma anche lettore, soprattutto elettore, e più che mai consumatore.
Pensa all’oggi, ripete incessantemente uno, vivi e dissipa senza risparmio il carburante vivente che ti è stato dato in dote dall’industriale divinità che tu stesso hai creato.
Fai il pieno di derivati acceleranti il tuo cammino sulla via, sotto forma di un’ineludibile fuga dall’innocenza primigenia.
Cancella ogni dubitante ostacolo dalla corsa, poiché il premio consiste nello sfrecciare senza sosta evitando di voltarsi indietro. E se qualcuno avesse l’inopportuna invadenza di paragonarti a una saettante triste cavia da laboratorio, be’, forse a ragione, ma alla fine della fiera non ci siamo comunque divertiti? No? Ebbene, poco male, perché tanto dopo il termine del viaggio non avrai altre occasioni per raccontarlo.
Al contempo, sull’altro lato del palcoscenico, l’antitetica storia va in onda.
Ricorda il domani, cantilena tenace la voce, rammenta che ogni ragione capace di rendere nobile l’azione qui e ora poggia le proprie fondamenta nel futuro.
Seminare è gesto folle qualora privi del seppur minimo atto di fede nel frutto che verrà.
Nondimeno, tale impavida quanto altruista scelta non può aver luogo senza l’aiuto dei soli angeli custodi che la natura potrà mai offrirti.
Puoi chiamarli aria pura, acqua pulita e terra fertile, se preferisci, ma ancora oggi rappresentano l’unico miracolo che non ha mai avuto bisogno di prove.
Ecco, questo è l’attuale conflitto.
La danza che trascina l’intera umanità sui lati opposti del mondo.
Due racconti mormorati o gridati di continuo nella nostra coscienza.
Ma solo uno di essi permetterà all’oggi di diventare il domani.


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giovedì 1 novembre 2018

Cinque doni da proteggere

C’erano una volta cinque doni.
Cinque ricchezze inestimabili da curare e proteggere.
Altrettante perfezioni viventi che, secondo uno studio dell’Università di Queensland e della Wildlife Conservation Society, da poco pubblicato sulla rivista Nature, si trovano rispettivamente in Australia, negli Stati Uniti, in Brasile, in Russia e in Canada.
Ovvero, i cinque custodi a cui sono state affidate le restanti regioni selvagge del mondo.
Nondimeno, si sa come sono spesso i custodi di sublimi presenti, laddove il tempo passi e la memoria vacilli.
Finiscono sciaguratamente per ritenerli scontati e trascurarli.
Arrivando addirittura ad arrogarsi il merito di siffatto regalo, invece che prendersi in carico la preziosa responsabilità.
Trattasi del nostro tradimento peggiore.
Perché c’è stato un giorno in cui la terra ha fatto un patto con le creature che ospita e in esso c’è inciso un inviolabile comandamento.
Umanità, disse il pianeta, sarai padre e madre esattamente come me.
E come tali dovrai amare e difendere con la vita stessa i tuoi e i miei figli.
C’era una volta quindi un dovere per tutti, nessuno si senta escluso.
C’erano una volta i doni che ci restano.
Manteniamo la promessa e facciamo sì che domani ci saranno ancora.
 

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giovedì 25 ottobre 2018

Le parole giuste

C'erano una volta la missione degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite e il suo desiderio di eliminare la parola "genere" dai documenti sui diritti umani.
C'era una volta, difatti, l’obiettivo di sostituirlo con il termine "donna", a quanto pare una conseguenza del piano del presidente Trump di cancellare le creature transgender dalla faccia della terra.
Indi per cui, c’erano una volta le parole giuste per il dizionario neofascista.
Laddove ti capitasse di dire buon cittadino, dovresti pensare a un signore dalla carnagione candida e il portafogli gonfio.
E allorché dovessi immaginarti un individuo indigente, o al peggio criminale, avresti l’obbligo di disegnare nella tua mente un immigrato, ovvero qualcuno di origine africana.
Qualora volessi figurarti una famiglia normale, dovresti pensare a papà, mamma e figli tutti biondi e sorridenti, e a una cameriera nera, in caso di bisogno.
E se mai ti trovassi a considerare un perfetto esempio contrario, dovresti solo cambiare il colore della pelle e la qualità del vicinato.
Quindi, se leggerai missione di pace, sarà guerra, e se ascolterai gridare guerra, sarà proprio così, ma sarà anche troppo tardi per fuggire dall'incubo.
Perché ogni dittatura, forte o morbida che sia, ha bisogno di leader e soldati, ma dovrebbe anche sapere come diffondere le solite, vecchie o nuove parole giuste...

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giovedì 18 ottobre 2018

Sette rimedi per il riscaldamento globale

Ecco alcuni suggerimenti per dare il proprio contributo contro il riscaldamento globale:

1. Non comprate mai qualcosa di nuovo fino a quando quello vecchio non sia rotto del tutto, compresi i vestiti. In questo modo ridurrete la domanda di materiali, il loro trasporto intorno al pianeta e l'inquinamento, dal momento che finiranno in una discarica.

2. Sbarazzatevi della lavastoviglie: spreca energia e acqua.

3. (Qualora possiate permettervelo) Create un giardino - o contribuite affinché venga realizzato – e aiuterete a prevenire le inondazioni.

4. In caso viviate in una città, perché avete bisogno della macchina? Prendete i mezzi pubblici, andate in bicicletta o camminate. Noleggiate un'auto quando andate in vacanza.

5. Spegnete tutte le luci prima di coricarvi.

6. Comprate prodotti locali; abbatterete così chilometri di cibo in viaggio.

7. Persuadete i vostri vicini a far lo stesso.

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giovedì 4 ottobre 2018

C’erano una volta gli animali

C’erano una volta gli animali.
C’erano una volta uno squalo, un elefante e un rinoceronte.
C’erano una volta… e poi, come andava avanti?
Ah, già, tanto tempo fa, in una terra lontana c’erano gli squali.
Ricordi, gli squali?
Ogni anno 100 milioni.
270 ogni giorno.
Più di 10 all’ora, oggi, ne vengono uccisi, principalmente per le pinne.
E gli elefanti? Rammenti gli elefanti?
Da gennaio a dicembre in 20mila.
Quasi 1700 al mese.
Uno ogni 25 minuti, in questo momento, vengono massacrati per l’avorio.
Il rinoceronte? Hai presente il rinoceronte?
Più di 1000 ogni anno solo in Sudafrica.
Quasi 3 al giorno vengono affogati, adesso.
Lo stesso accade a molte altre specie e misurando l’orribile sterminio in termini umani è come se dal 1970 a oggi avessimo perso l'intera popolazione dell'Asia.
C’erano una volta, quindi, lo squalo, l’elefante e il rinoceronte.
Già, tanto tempo fa, in una terra lontana.
C’erano...


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giovedì 27 settembre 2018

Dialogando con un Troll intollerante

C’era una volta un Troll intollerante.
Che potremmo anche chiamare inTrollerante.
Anzi, in-Troll-errante, perché costoro vagano, essi vivono, sono tra noi, ma fanno rumore solo in tanti o in forma anonima.
Allora, voli alto e inizi dicendo che secondo la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (United Nations Conference on Trade and Development, in breve UNCTAD), ovvero il principale organo permanente dell'ONU nell’ambito del commercio dello sviluppo…
Chi se ne fotte delle Nazioni Unite, basta con questo globalismo, tagliamo i fondi!
…la crisi finanziaria ha provocato l’aumento esponenziale del debito delle famiglie nelle zone più povere dei paesi in via di sviluppo…
E allora, se sei povero, non li fare i debiti, no? Chi è causa del suo mal… come dice il detto?
…e ciò ha reso gli abitanti inermi innanzi alle guerre commerciali di Donald Trump contro tutti gli stati del mondo da lui ritenuti nemici…
Trump fa bene e anche Salvini, pure Di Maio quando lo sta a sentire, tutti a casa, tornate al paese vostro!
...con un conseguente rallentamento della crescita generale...
Giusto, che vogliono crescere ancora? E quanti figli devono fare? Ci vogliono cancellare, questa è la verità!
Difatti, dal 2008, il suddetto debito a livello globale è salito da 142 a 250 trilioni (ovvero miliardi di miliardi) di dollari, che è il triplo del reddito complessivo di ogni nazione.
Sintetizzando, gli insindacabili numeri dicono che la crisi dovuta agli imbrogli dei grandi gruppi finanziari, con la complicità di politici corrotti, ha impoverito il mondo e fatto ulteriormente arricchire l'opulenta minoranza, spazzando via la classe media. E quest’ultima, cosa fa? Invece di organizzarsi, con il voto e ogni altro strumento di cittadinanza attiva, per fronteggiare chi ha rubato e continua a farlo, sceglie come rimedio ai danni subiti la persecuzione di coloro che ritiene più disgraziati di lei…

E il PD?

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giovedì 12 luglio 2018

Marco Travaglio e il Fatto acclarato e rivendicato

La polemica tra Travaglio e Zoro, intorno al discutibile editoriale (qui la contro replica) del primo sul legame tra ONG e trafficanti, con l’esaustivo intervento di Annalisa Camilli su Internazionale, mi ha spinto a interessarmi a due termini in particolare al centro della discussione: acclarato e rivendicato.
Vocaboli importanti, tra parole scritte, sbandierate e vendute.
Già, vendute, perché di questo stiamo parlando, altro che chiacchiere da social.
Non qui, qui è tutto gratis per davvero.
Mi riferisco al Fatto quotidiano e il suo direttore.
Nello specifico, vorrei soffermarmi su quel che c’è scritto sulla versione digitale.
Ilfattoquotidiano.it non riceve alcun finanziamento pubblico, recita con malcelata ostentazione la parte riservata agli spazi pubblicitari.
Tuttavia, riscontrando nel sito la quasi totale assenza di questi ultimi, mi chiedo: chi paga il suddetto, controverso articolo del buon Marco?
Così, esplorando la faccia telematica del noto giornale mi imbatto in un’altra, assai significativa sezione: Il Fatto Social Club.
Non credo ai miei occhi, scorrendo fin dall’inizio della pagina, ignaro che il resto mi sorprenderà quanto mai ulteriormente.
L’invito è introdotto dal seguente titolo: Entra nel club di chi crede nella libertà d’informazione.
E questo è uno stralcio del messaggio: Difendere il giornalismo senza padroni e vincere la sfida per l’informazione digitale. Per questo nasce il Fatto Social Club, la comunità dei lettori del Fatto Quotidiano. Mentre le altre testate investono milioni di euro e vengono sempre più condizionate da gruppi finanziari e industriali, noi ci rivolgiamo a voi. Chiediamo una mano a chi ci segue, a chi vuole un’informazione indipendente, ecc.
Tuttavia, la vera chicca sono le modalità con cui il fortunato lettore potrà entrare a far parte della sociale comunità
.
Il pacchetto va dal semplice sostenitore (5,99 al mese o 60 euro all’anno) al socio di fatto (55 euro al mese o 500 all’anno), passando per il partner (17,99 euro al mese o 179,99 all’anno).
Ora, a parte il fatto – scusate la ripetizione – che tutto mi sembra tranne che essere entrato nel sito di chi crede nella libertà di informazione - ma piuttosto uno dei tanti portali acchiappa gonzi a pagamento con le varie quote virgola 99 - quello che mi lascia più esterrefatto è l’elenco dei vantaggi delle diverse possibilità nel sopracitato pacchetto.
In pratica, udite udite, sborsando la quota minima di sostenimento della testata si otterrà tra le altre cose il privilegio di commentare tutti gli articoli, entrare nel nostro (loro) social network e leggere la newsletter.
Ho letto bene ciò che peraltro è scritto nero su bianco, direttore?
Per poter commentare i pezzi o interagire con i vostri social, ovvero ricevere la newsletter, devo pagare?
Sempre aderendo all’entry level del Club, tra gli altri benefici ci sono Ricevi le offerte promozionali e Offerte dei nostri Partner commerciali, addirittura con due voci distinte.
No…
Questo è il massimo davvero, neanche il bersaglio preferito Silvio sarebbe arrivato a tanto.
Traducendo, per spiegarla alla Chomsky, il lettore/sostenitore da voi venduto all’investitore come cliente dovrà addirittura contribuire in denaro a tale scambio?
A questo punto non oso immaginare in cosa consista la Sorpresa in esclusiva per te riservata ai soli soci di fatto.
Chissà, magari sbaglio io a stupirmi.
D’altronde, non è la prima volta.
È successo e di sicuro accadrà ancora.
Come disse Nietzsche, chi lotta con i mostri deve guardarsi dal non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te.
Forse, anche Travaglio e il suo giornale, che dell’antiberlusconismo ne hanno fatto nel tempo un vanto acclarato e rivendicato, hanno scrutato troppo a lungo il nemico...

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