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Storie per riflettere sul dialogo

Il paese del non condiviso.
Il più contraddittorio dei precedenti, a dirla tutta.
Perché malgrado il frenetico passamano di quintali di parole e vibrazioni del cuore, o della pancia, sia incessante, allorché ti recassi a pesare il tutto, la bilancia ti osserverebbe con occhi increduli e la fronte aggrottata di perplessità.
Come dire, perché chiedi il mio aiuto se niente hai da chiedermi?
Secondo copione, pure il paese del non condiviso è sottovalutato per le sue dimensioni.
Poiché nasconde tra i suoi confini un altro paese.
Quello del non guardato.
E anche in codesto il paradosso è sorprendente, visto che gli abitanti son fatti di soli occhi.
Sempre aperti, come ipnotizzati.
Sempre fermi sullo stesso punto, come intrappolati.
Sempre pronti a riflettere qualsiasi cosa, come obbedienti specchi senz’anima.

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