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Visualizzazione dei post da Marzo, 2018

Storie con morale sul buio

Aggiustare.
Io devo farlo.
Significa rimediare, rimettere le cose al posto originale, ovvero un debito che avevo e ora che sono sui sessanta abbondanti spero di essere sulla buona strada nel saldare del tutto.
Sì, perché per la gran parte del primo scorcio della mia esistenza vi era ben altra didascalia a descriverla.
Io rompevo, già.
Il distruttore, così mi chiamavano a casa, familiari stretti e non.
Non c’era meccanismo, dispositivo, qualsivoglia manufatto o industrialmente assemblato che fosse passato indenne tra le mie mani.

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Storie per riflettere sull'Olocausto

Care vittime,
di ieri, di domani, più che mai di oggi.
Voi che sulla pelle portate il segno dell’infamia legalizzata e spacciata puntualmente come voce del popolo, venduta come rabbia comprensibile dall’alto e dalla medesima, privilegiata posizione manipolata e sintetizzata ad arte, per poi esser propinata di nuovo agli stessi folli partorienti, sotto forma di slogan e deliranti programmi di governo.
Voi avete la risposta, voi che avete corrisposto il prezzo della disumanità al potere con la vostra vita.

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Storie con morale sulla memoria

Tu non hai capito nulla di me.
E non hai idea di cosa ti perdi, di quante occasioni hai sprecato in tutto questo tempo.
Certo, sarebbe stato possibile, laddove tu avessi mostrato di apprezzarne appieno il valore.
Il tempo, scemo.
Sto parlando del tempo, mentre stiamo sempre parlando d’altro, ignorandolo.
Di cosa hai paura, vuoi dirmelo, una buona volta?
Credi forse che io non sappia di cosa si tratti?

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Storie per riflettere sul tempo

Ecco, noi siamo come quel treno.
Partiti troppo presto.
La differenza è che, malgrado le menzogne puntualmente montate con scaltro mestiere, non abbiamo alle spalle alcuna compagnia e tantomeno un esperto ufficio stampa che con solerzia encomiabile porga in nostra vece le pubbliche scuse.
Indi per cui, cogliamo l’occasione, per quanto fantasiosa, di chieder venia.
Perdonateci, dunque.
Perdonate se abbiam ceduto all’urgenza di attraversare onde e ronde per guadagnarci un frammento d’orizzonte possibile.
Non temete.

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Storie con morale sugli indigeni

Non dite che non l’avevamo detto.
E non osate neppure affermare di non averne mai sentito parlare.
E’ storia vecchia.
Guardate.
Guardate cosa è accaduto a quei disgraziati che hanno osato erigere la loro vita sopra un cimitero di nativi.
Che poi, tali siam tutti, venuti alla luce da qualche parte, in cerca del meritato rispetto.
D’accordo, erano solo film.
Al meglio, romanzi, nel piccolo, brevi racconti.
Ma non è così che ci ricordate?

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Storie per riflettere sulle armi

Immaginiamo che io avessi un’arma.
E che lo ritenessi un sacrosanto diritto, averla.
Quindi l’avrei.
Ma non è che l’avrei per quello, eh?
Il quindi è retorico.
Io avrei un’arma, e l’avrei perché mi piacerebbe averla.
Mi piacerebbe averla perché saprei.
Saprei che, qualora volessi, e laddove potessi usarla, la userei.
Da cui, solo per questa pagina, io ho un’arma e so che può far male.
Io posso far male anche senza, se è per questo.
E lei potrebbe farlo anche senza me.
Come la mettiamo?
Come la mettiamo in caso lui ce l’avesse e io no?
Io ho un’arma e ho diritto a difendermi.
Da lui.

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Storie per riflettere sulle proteste di piazza

Puoi ingaggiare (eleggere) altri attori (leaders) ogni volta, ma lo spettacolo (meeting) dei personaggi (capi di stato) della privilegiata, colonialista, maggiormente inquinante, guerrafondaia e sfruttatrice minoranza del mondo (i paesi più industrializzati), è lo stesso.
Al netto di nuovi parrucchini e caricature più o meno eccentriche, la recensione del film è immutata.
Lui ha detto questo, lui ha risposto quest’altro, loro dissentono, lui ha offeso quell’altro, quest’ultimo ha replicato, tutti si sono scusati, perché sono stati fraintesi e il nulla di fatto su quel che preme di più alla maggioranza delle creature terrestri è presto servito sul piatto.
Perché ciò che invece, puntualmente, ne esce come risultato concreto a favore di pochi, credi forse che non sia stato già concordato prima?
Pensi davvero che siffatti artisti governativi (presidenti), perennemente consigliati – diciamo così – dalle rispettive agenzie di spettacolo (multinazionali interessate, banche e fondi di investi…

Storie per riflettere sull'inquinamento

Quando le farfalle se ne vanno.
Quando le farfalle se ne vanno è semplice la risposta, al di là delle seppur fondamentali, dotte spiegazioni.
Perché quando le farfalle se ne vanno vuol dire che non c’è più posto per loro.
Gli scrittori delle storie da prima pagina si sono dimenticati perfino della loro esistenza.
E i registi non le considerano neppure per una muta comparsata.
I pittori sono diventati venditori di selfie.
E gli attori che dichiarano amore eterno sulla scena hanno ben altro nello stomaco.

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Storie con morale sul bullismo

Eccolo, il popolo che spinge.
Che ringhia e sbava, che urla e di collera ribolle, se non è lì.
Sulla prima fila, dove dicono che le poltrone siano più comode.
Là, dove puoi fare solo domande e puoi permetterti l’agognato lusso.
Di non rispondere.
Va di moda, l’uomo dal cervello con i bicipiti.
Dal cuore anabolizzato e l’anima pompata allo stremo, fino a far emergere le vene.
Che si veda il sangue e il suo scorrere imperterrito, indifferente a ogni ostacolo sulla via, soprattutto se malato di senno e fantasia.
La peggiore accoppiata per il guerriero dalla vista breve e le mani grandi, l’unione inammissibile per eccellenza, il vero matrimonio da bollar come incivile.

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Storie per riflettere sul dialogo

Il paese del non condiviso.
Il più contraddittorio dei precedenti, a dirla tutta.
Perché malgrado il frenetico passamano di quintali di parole e vibrazioni del cuore, o della pancia, sia incessante, allorché ti recassi a pesare il tutto, la bilancia ti osserverebbe con occhi increduli e la fronte aggrottata di perplessità.
Come dire, perché chiedi il mio aiuto se niente hai da chiedermi?
Secondo copione, pure il paese del non condiviso è sottovalutato per le sue dimensioni.
Poiché nasconde tra i suoi confini un altro paese.
Quello del non guardato.
E anche in codesto il paradosso è sorprendente, visto che gli abitanti son fatti di soli occhi.
Sempre aperti, come ipnotizzati.
Sempre fermi sullo stesso punto, come intrappolati.
Sempre pronti a riflettere qualsiasi cosa, come obbedienti specchi senz’anima.

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Storie con morale sul vedere

“Be’, mi dispiace doverti correggere, ecco.”
“Perché?”
“Perché io ho un sessanta pollici abbondanti, caro.”
“Cosa vuol dire abbondanti?”
“Mi conosci, sai quanto sono pignolo. Li ho misurati e siamo perfino un paio di millimetri oltre la misura di fabbrica.”
Pausa invidiosa e reazione d’orgoglio ferito.
“Il mio però ha anche il 3D.”
“Ah, ma quello è di serie dai cinquanta pollici in su. Dovresti saperlo, non te l’hanno detto al negozio? Non è di serie, invece, il 4D…”
“Tu ce l’hai?”
“Certo.”
“E quale sarebbe la quarta dimensione?”
“Gli effetti climatici”
“Che?”

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Storie con morale su internet

Dico a te, amico utente - utente amico di questa grande madre rete.
Non ti serve sapere quale partito abbia effettivamente beneficiato di manipolazioni social da parte di Cambridge Analytica.
Sapevi già da tempo cosa sarebbe accaduto in Italia, alle tanto attese elezioni.
Perché erano già state decise a numeri di followers e commentatori seriali, tra una bufala diffamante e un video super condiviso.
Ed essere virali è un bene.
Dai, almeno qui, usciamo dal buio, c’è sempre tempo per rientrarci.
C’è bisogno di leggere degli inciuci tra Sarkozy e la Libia per sapere che il problema dei migranti da mandare a casa loro non è altro che uno specchietto per gli allocchi per guadagnare potere a casa propria?

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Storie per riflettere sull'Europa

Europa.
Europa è come un disegno.
E un disegno è come il sogno di un bambino.
Che sogna di un disegno e di se stesso intento nel gioco.
Passatempo serissimo e cruciale, come di norma vien vissuto dalle imberbi creature di questo mondo, malgrado la scarsa memoria delle più attempate.
Il piccolo è seduto in terra, nella sua cameretta, con le gambe incrociate.
Il capo chino sul pavimento e le forme varie chiamate giocattoli.
Ovvero, come li definiscono i cosiddetti grandi.
Ci avete fatto caso, vero?

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Storie con morale sulla xenofobia

“Quanto dev’esser forte, la diga?” chiede il fratello minore.
“Quanto e più del fiume”, risponde l’altro.
“E quanto è forte il fiume?” domanda il primo.
“Come recita un antico detto montanaro…”
“Ancora con i proverbi, fratello?”
“Sì, ancora con i proverbi, finché saranno validi.”
“Vai, allora, spara, sono tutto denti.”
“Orecchi, caso mai.”
“Perdonami, è tutto il giorno che rosicchiamo, qua, continua con il motto.”

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Storie con morale di eroismo

Ti sembrerò un pazzo, in totale balia di una follia inaccettabile, al giorno d’oggi. Perché il matto moderno il fuoco lo appicca, mica cerca di spegnerlo, vero?
Eppure io sono qua, in piedi contro il fuoco.
Mentre tutto quel che avevo brucia.
Mentre tutto quel che ho è la forza delle braccia che reggono il secchio.
E’ malgrado la mia unica arma lo abbandonerà a breve, rimane intatto il consiglio migliore che ho avuto dalla vita, probabilmente l’unico.
Se hai un secchio e puoi riempirlo, il fuoco avrà sempre paura di te.
Ecco perché sono qui, ora.

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Storie con morale sui bambini

La stanza è quella grande, come la chiama Stefania, la figlia maggiore, sedici anni, detta anche colei che ora non si limita più a far domande. Adesso ha qualche risposta al suo arco e non manca mai di centrare il bersaglio preferito dalle giovani della sua età.
“Tanto è inutile, mamma”, osserva con paradossale tono materno, “da lì non lo smuovi neanche con il terremoto. L’altro giorno il lampadario ballava e ci stava proprio sotto, ma dove credi che guardassero i suoi occhietti?”
“Non ti permettere di prendere in giro tuo padre”, l’ammonisce Giuliana, la nonna paterna, “lavora tanto e lo sai.”

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Storie con morale sulla libertà di espressione

Siamo nel futuro, signore e signori.
Qui, ora, su questa pagina.
Certo, rammento anch’io che in altre epoche si iniziava una storia in ben altri modi.
C’era una volta, per esempio, ovvero, tanto tempo fa e pure in un regno lontano, lontano, eccetera.
Noi gente del domani cominciamo tutti a raccontare dicendo…
Siamo nel futuro, signore e signori.
Lo facciamo per ricordarci che, per nostra buona sorte, non siamo più nel passato, ecco.
Con tutto il rispetto, ma qua le cose sono ben diverse, cappero, e se sapeste quanto poco basterebbe per… ma non voglio e posso dir nulla, perdonate, altrimenti si ingarbuglia il flusso temporale e noi scompariamo, peraltro il mio terrore infantile mai sconfitto.

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Storie con morale sulla neve a Roma

No, non sta nevicando, adesso. Non ancora, perlomeno. Nessuna notizia in anteprima, a catturar clic e a lasciare indietro irritazione e delusione.
E’ solo una storia di attesa e timore.
Già, è un classico tra i più trepidanti preludi.
La neve è anche questo.
Un sogno da stringere tra le mani e con cui dar vita ad altri sogni di bianco colorati.
Al contempo, al peggio, la morte nel sonno per i senza tutto.
Se ci pensi, trattasi di paradosso banale e tra i più comuni.
Ciò che è paradiso per alcuni, probabilmente pochi, è l’inverso per tutti gli altri. Le due metà di un mondo sbagliato, ma solo se lo guardi dal lato giusto.
E se provi a mettere le cose a posto, ecco che ti ritrovi a marciare nella direzione errata.

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Storie per riflettere sui social network

Social? Solo… social?
Solo social. Cioè, senza solo, social, punto. Senza punto. Le piace?
Non saprei, cosa mi può dire di più?
Oh, ecco, vede, una volta iscritto, lei avrà la possibilità di scegliere un nickname come nome del profilo, potrà caricare un’immagine quale avatar di quest’ultimo e potrà postare all’interno della sua pagina frasi, immagini, e anche video! Le piace?
Ma non è così originale… non offrite qualcosa di innovativo?
Scherza?

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Storie con morale sul natale

Eppure Ruggero quest’anno ce l’aveva messa tutta pur di dare una svolta alle familiari tradizioni.
L’Albero con l’iniziale maiuscola, nella versione più recente, con il sistema operativo più aggiornato e tutti gli optional di serie gli era costato un occhio della testa. Anzi, entrambi, perché il denaro che aveva utilizzato era destinato all’operazione alla vista, la quale – a sentire il chirurgo – era ormai improcrastinabile, anche perché il calo di diottrie che aveva patito nei mesi precedenti era stato preoccupante.
Ma cosa non si fa per riportare il sorriso in casa?
Per la cronaca, lo scorso Natale era stato un disastro. Daniele, il maggiore e Marta, la sorella quindicenne di due anni più giovane, non avevano fatto altro che litigare. Il motivo scatenante era stato la prematura rottamazione dello scooter del ragazzo. O di quel che ne restava, visto che era stato praticamente disintegrato neanche dalla ragazzina - per fortuna, peraltro – ma dal suo fidanzato. Quest’ultimo se l’era c…

Storia per riflettere sul riscaldamento globale

Allora, anche qui, cerchiamo di essere onesti, d’accordo?
Primo, dei bambini degli altri non me ne può fregare di meno, ognuno pensi ai propri. Per quanto mi riguarda ai miei figli non ho fatto mai mancare da mangiare e un tetto sopra la testa, così come hanno fatto i miei genitori con il sottoscritto. Anzi, io non avevo mica tutta questa roba che hanno loro oggi, internet, i cellulari, i social network, la playstation e tutto il resto. Faccio già tanto per il loro presente, adesso devo preoccuparmi anche per il loro futuro? Che ci pensino loro al domani. D’altra parte, non mi sembra che la generazione che ha preceduto la mia abbia lasciato un paradiso in eredità, tra due guerre mondiali, schiavitù e genocidi. Non potrò di certo fare peggio dei miei, ecco.

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Storie con morale di ragazze e ragazzi

Senza offesa ma scrivere per me è magia.
E magia vuol dire trasformazione.
Una cosa che ne diviene un’altra totalmente differente.
Il volume telematico non è abbastanza inverosimile per il sottoscritto, troppo logico.
Ho bisogno che le parole fuggano dalla cella che le ospita come un anonimo bruco che diviene farfalla.
O, meglio, come un’adolescente dall’anima perplessa che dopo esser rimasta chiusa in casa per più di due anni, a maltrattare per prima quella medesima anima, decida di evadere da se stessa alla vigilia del suo diciottesimo genetliaco.
Lo giuro.
Quella mattina non stavo chattando.
E neanche facendo finta di farlo per evitare gli occhi della folla sul metrò.
Ammiravo una foto, tutto qui.

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Storie con morale a scuola

Dopo un tempo quasi teatrale il giovane dalla chioma vermiglia, portatrice di uno spettinamento ancora memore dell’impronta del cuscino, aveva raggiunto il proscenio scolastico e seppur con il foglio preda del tremore delle dita aveva letto con voce salda la storia di sé.
“Mi piacciono i tavoli, mi sono sempre piaciuti. Sulle pareti della mia camera non ci sono cantanti o calciatori ma solo poster di tavoli di tutte le forme e i materiali possibili, quattro gambe, tre, e perfino due, sfidando ogni vincolo gravitazionale.
Sono un musicista, ma non ho la chitarra, come mia sorella, che è brava, ma è stonata.
Suono la finestra e me la cavo assai. Se volete vi spiego: soprattutto quando piove, così ho un accompagnamento gratuito, appoggio gli avambracci al vetro e ticchetto quest’ultimo con i polpastrelli, avvalendomi di un innato senso del ritmo, senza falsa modestia. Se grandina scivolo sull’hard rock, ma solo laddove sia d’umore particolarmente nero.
Vado a letto ogni sera subito dopo …

Storie con morale per ragazzi

Laddove si tratti di un adolescente, be’, chiama pure Harry Potter, Merlino e perfino Iron Man.
Chiama chi vuoi.
E’ che non bastano le bacchette magiche e i super poteri, sa bene la ragazzina di appena quindici anni.
Ma non riesce a dire.
Magari ne fosse capace.
Perché il problema è più semplice.
Il sentiero che divide l’anima costretta dalla luce è entrambi, ruvido come la mano di nonna quando la accarezza e levigato come il pavimento del bagno quando esce dalla doccia a piedi scalzi.
E un giorno stantio come molti, troppi, ecco che a distinguersi tra i salvatori per amore o semplice dovere spicca l’inaspettato.
Caterina è sola in casa, ammutolita come da anni e lei è lì, in preda al misterioso e affascinante vortice.
D’accordo, la lavatrice si libra sempre nel medesimo volo.

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Storie con morale sull'ambiente in Cina

Tema.
Questo è il mio tema.
Il titolo è 6.
Sei, sta per sei giorni.
I giorni che starò qui, in camera da letto, di fronte alla finestra.
La mia finestra ha un solo colore, cioè due.
Grigio chiaro e grigio scuro.
Il colore non è proprio quello della finestra.
Il vetro è trasparente, lo so.
Magari non lo fosse.
E’ il mondo di fuori che lo colora, non io.
Se fosse per me, sarebbero di qualsiasi colore fuorché il grigio.
Sia il vetro che il mondo di fuori.
Il tipo di grigio decide il nostro tempo.
Della nostra famiglia, intendo.
Grigio chiaro, la vacanza obbligata terminerà e mia sorella ed io torneremo a scuola.

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Storie con morale sui diritti umani

C’era una volta il paese dei noi.
Il paese dei noi era abitato da persone i cui nomi erano semplici da pronunciare.
Io, te, me stesso, tu, ancora io, sempre te, ma allora io?, e perché tu?, e così via.
Al di fuori del paese dei noi, vivevano loro.
Loro avevano nomi meno semplici da pronunciare.
Almeno secondo noi.
Lui, lei, l’altro, l’altra, tutti gli altri, quelli, quello là, quell’altra, questi qua, ma perché non se ne stanno a casa loro, ecc.
Ora, si da il caso che molti tra gli abitanti del paese dei noi non vedessero di buon occhio loro.
Le ragioni sono molteplici e non staremo qui a narrarle.
Non basterebbe un singolo racconto per cambiare le cose.
Per quanto scritto con parole facili.

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Storie per riflettere: il populista e il dittatore

“Allora, primo, mi sono chiesto: chi sono i miei potenziali elettori?”
“Io li chiamo sudditi.”
“Anche io! Ma non a microfoni accesi, ovviamente. Ciò che conta di più, però, è che mi sono fatto la suddetta domanda e ho così risposto: i miei potenziali elettori sono tutti, perché io devo parlare a tutti, e allora devo usare parole semplicissime, che chiunque possa capire.”
“Obbedire.”
“Prego?”
“Non capire, obbedire. Io lo preferisco.”
“Sì, certo, anche per me è lo stesso!”
“Ed è bastato questo?”

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Storie con morale a scuola

La scuola che c’è è così.
Essenziale, parca di consigli, ma ha le sue materie.
La matematica è sempre la più ostica, anche nella pagina da voltare in fretta nel grande libro delle cose del mondo.
A far di conto si impara molto presto e i maestri sono in molti.
Tutti, diciamo pure.
Tutti si sentono in diritto di interrogarti, di metterti alla prova.
E’ un esame senza fine.
Questa è la guerra, un esame che ha l’ora d’inizio ben chiara, scritta sulla lavagna a caratteri cubitali, così grandi, talmente ingombranti, che non v’è spazio per alcunché.
Figuriamoci l’ora della fine.
La letteratura è un piacere, davvero.
Leggere e scrivere sono il vero tesoro della giovane sopravvivenza.
Scoprire parole tra un’esplosione e l’altra, che il più delle volte sono verbi.
Ovvero, azioni, rapide e indispensabili, da coniugare con abilità che neanche sapevi di avere, a quell’età.
Come correre e saltare, dimenticare e soprattutto mangiare.

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Storia con morale sull'ascolto tra ragazzi

Mi sono seduta accanto a lei sul divano, le ho detto nonnina, ho problemi con il mio ragazzo e lei ha cominciato a cantare, capisci? Cantava, la nonna, io ero lì, afflitta per le mie delusioni d’amore e la vegliarda sorrideva a tutta dentiera e cantava a squarciagola. Lo sai che è pure stonata?
Non lo sapevo…
E adesso lo sai.
Bene…
Per fortuna che ci sei te, che mi ascolti, Teresa, altrimenti non saprei come fare.

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Storie con morale sullo sfruttamento minorile

Il resto di noi immagina le fortunate esistenze che esistono rigorosamente al di là della parete, nella casa della finestra di fronte, in quella lontana città di cui parla la tv, su, in cima, all’ultimo piano del grattacielo nel mezzo dell’isola che c’è.
C’è, ma non per tutti.
Solo per chi ci nasce, e neanche tutti tra loro, poiché s’inventano perfino leggi per rendere il futuro ancora più a rischio di quello che è già.
Cosa normale, per il resto di noi.
Noi che facciamo tutto tranne quello che ci spetta.
Siamo il bambino che cuce.
Il ragazzino che lava e stira.
Il bimbo piegato in terra che raccoglie.
Quello che mette in ordine.
E quello che viene punito, se non fa le cose come si deve.
Magari fossero lezioni per crescere ed evolversi.
Per migliorare.

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Storie con morale: il sorriso

Nessuno di noi aveva considerato che non esiste al mondo nulla di più pericoloso in chi è vittima di un’ingiustizia.
Perché, dal punto di vista degli animali, cos’altro è stare chiusi in una gabbia per il resto della vita, con i propri carcerieri che ti osservano divertiti?
Perciò la nostra attenzione si era concentrata sul lancio dei sassi e non sulle ragioni del lancio stesso, molto più importanti.
Tipico.
Santino era stato solo l’inizio. Santino era stato solo il primo. Santino era stato solo l’esempio.
Un bel giorno l’elefante, non avendo altro, ha iniziato a sollevare le proprie feci con la proboscide e a tirarle addosso ai suoi ospiti e alle loro assordanti macchinette fotografiche.
La tigre, la quale aveva insospettito la sera prima i guardiani ignorando la carne per la cena, l’ha fatta marcire e all’indomani l'ha buttata al di là delle inferriate, proprio in testa ad una famigliola e alla loro inesauribile videocamera.
Il lama, be’, il lama sputava già da prima. Solo che s…

Storie con morale sulla diversità

Ogni animale viveva con quelli della propria specie, con i propri simili e tutti credevano che fosse il volere della natura.
Tuttavia, si sa come fa.
La natura, intendo. Essa è imprevedibile, cambia idea da un momento all’altro. Un attimo prima c’è il sole e un attimo dopo piove. Quando il cielo è azzurro sembra sempre uguale, ma provate a osservarlo allorché si ricopri di nuvole.
E’ ogni volta diverso, non è vero? Magari qualcuno vi dirà che un cielo nuvoloso è un cielo nuvoloso, nulla di particolare, ma non è affatto così e chi ha occhio e mente libera lo sa bene.
Un fiume in piena cambia di continuo al ritmo dell’acqua che vi scorre. Non sai mai con certezza quando finirà la danza di una foglia sospinta dal vento. E una rondine che spicca il primo volo della sua vita proverà sempre emozioni irripetibili e uniche.

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Storie con morale su animali e diversità

Ogni animale viveva con quelli della propria specie, con i propri simili e tutti credevano che fosse il volere della natura.
Tuttavia, si sa come fa.
La natura, intendo. Essa è imprevedibile, cambia idea da un momento all’altro. Un attimo prima c’è il sole e un attimo dopo piove. Quando il cielo è azzurro sembra sempre uguale, ma provate a osservarlo allorché si ricopri di nuvole.
E’ ogni volta diverso, non è vero? Magari qualcuno vi dirà che un cielo nuvoloso è un cielo nuvoloso, nulla di particolare, ma non è affatto così e chi ha occhio e mente libera lo sa bene.
Un fiume in piena cambia di continuo al ritmo dell’acqua che vi scorre. Non sai mai con certezza quando finirà la danza di una foglia sospinta dal vento.

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Storie con morale sull'ambiente

Piero vorrebbe più attenzione e insiste: “Papà, se continuiamo così tra due generazioni moriremo di sete.”
“Davvero?” fa l’uomo mantenendo lo sguardo incollato allo schermo. “Un disastro. Per fortuna tra due generazioni non ci saremo più.”
“Parla per te”, sembra dire il gatto che segue la scena acciambellato in terra, ma con sguardo vigile.
“Papà, ma non è questo il punto. Io potrò avere dei figli, si parla dei tuoi nipoti…”
“Prima falli, questi nipoti, e poi ne riparliamo, adesso però fammi vedere la… eh no, ma sei una schiappa, sei! Ma come si fa? Da solo davanti alla porta…”
Difficile seguire l’azione decisiva del proprio beniamino e al contempo le parole del proprio figlio, per chi ha un solo cervello a cui affidarsi.
Almeno sulla carta.

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Storie con morale: mi piace pensare

Un solo, semplice lemma, d’accordo, ma di immenso potere al cospetto delle più orrende narrazioni a cui stiamo assistendo al riparo di comode poltrone con braccioli.
Fine della guerra, fine delle violenze, fine dei massacri, fine, infine, di ogni abominio tollerato, là fuori.
All’esterno dell’ingenuo rimedio che chiamo pensiero.
Ciò che mi piace, altresì, è il diritto di pensare a ciò che mi piace, che diviene talvolta dovere, nelle giornate meno ottimiste.
Perché altrimenti, non potrei scriverne, e molti altri, ben più pratici del sottoscritto, non avrebbero potuto trovare l’ardire di metter fondamenta al di sotto di quei benedetti castelli svolazzanti.
Così, mi piace pensare, dicevo.

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Storie con morale sull'immigrazione

C’erano una volta tre porcellini.
E potremmo fermarci qui.
Perché tutti conoscono la favola.
O, meglio, la storia.
Nondimeno, finché quest’ultima non soddisferà tutti allo stesso modo, forse è il caso di raccontare ancora.
Il primo porcellino era il nuovo arrivato. Per mare, o attraverso muri di mattoni e menzogne, era al fine giunto, spaesato e spaventato.
Un po’ per l’impellenza di costruirsi un riparo, ma anche perché non avrebbe potuto permettersi di meglio, si era fatto una casa di paglia.

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Storie con morale: ma che braccio

Mi chiamo Francesco e sono nato senza genitori.
Ovvero, questi ultimi sono privi di me.
Diciamo le cose come stanno, serve sempre, credo.
Per me loro sarebbero andati bene, mi sarei fidato sulla carta.
D’altra parte, cos’altro possiamo fare, noi che siamo all’inizio del viaggio?
Ci prendiamo quello che troviamo.
Mamma e papà, nazionalità e lingua, religione e soprattutto il corpo.
Ecco, il corpo.

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Storie per riflettere sulla diversità: sono diverso

Roba che al mattino mi rado pelo, contro pelo e pelo contro, e tu lo sai.
Perché se non lo sai tu, che ci sto a fare qui?
Capisci?
Devi capire, è logico.
Tu dovresti capire meglio di tutti quanto sono diverso.
Tale verità assoluta, poi, è esplosa di certezza e ha trovato l’inevitabile prova del nove nel tragitto di ritorno in metro.
Altra gente, altro tempo, stessa conclusione.
Sono diverso da questa massa che opprime il mio spazio vitale.
Sono diverso da quel lungagnone con la testa piccola...

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