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Storie con morale: la città delle parole

Le parole della città sono le insegne dei negozi, che un tempo erano composte per far capire cosa trovare all’interno. Ora, invece, ti informano di ciò che non avrai mai, ma che non smetterai di cercare. E’ lo stesso inchiostro con cui parlano, anzi, ammaliano le parole dei cartelloni della pubbli-città, il mondo dove tutto è pubblico e ogni cosa può esser venduta...

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Storie per riflettere sulle armi

Immaginiamo che io avessi un’arma.
E che lo ritenessi un sacrosanto diritto, averla.
Quindi l’avrei.
Ma non è che l’avrei per quello, eh?
Il quindi è retorico.
Io avrei un’arma, e l’avrei perché mi piacerebbe averla.
Mi piacerebbe averla perché saprei.
Saprei che, qualora volessi, e laddove potessi usarla, la userei.
Da cui, solo per questa pagina, io ho un’arma e so che può far male.
Io posso far male anche senza, se è per questo.
E lei potrebbe farlo anche senza me.
Come la mettiamo?
Come la mettiamo in caso lui ce l’avesse e io no?
Io ho un’arma e ho diritto a difendermi.
Da lui.

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Storie con morale sui social network

Chiudi, sbrigati, il sole ha tramontato da un pezzo!
Subito, hai ragione, vado.

Mario?
Eh?
Mariooo!
Ho detto eh!
Ho capito, ma vieni qua. Dobbiamo parlare da una stanza all’altra? Vuoi che gli sconosciuti ci sentano?
Giusto, scusami, arrivo.
Allora, cosa c’è?
Hai inchiavato?
Sì…
E la doppia mandata? Il catenaccio? E l’antifurto?

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Storie per riflettere sul turismo e gli animali

Non ci nascondiamo dietro un artiglio, in questa sede e occasione, e vi confessiamo che iniziamo ad avere seri dubbi in proposito.
Non ne abbiamo ancora fatta pubblica rivendicazione, poiché non sarebbe altro che un clamoroso assist a quei complottisti dei criceti, tra i più ferventi sostenitori delle origini aliene del sadico bipede dagli occhi cattivi.
Esatto, vi chiamano così, ma cercate di capirli. Dopo generazioni intere in quelle maledette gabbiette a correre sulla ruota il risentimento cresce a ogni giro di quest’ultima.

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