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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2018

Storie con morale quando i poveri vedono

Gli occhi si fanno testimoni, costruiscono memoria, definiscono con la retta precisione il passato e il presente, e finalmente indicano il futuro con la concretezza che merita.
Di conseguenza, da quell’istante, parole e gesti saranno diversi e saranno in molti ad accorgersene.
Non solo i poveri.
Per questa ragione, quando i poveri ci vedono, prima o poi capita che si guardino l’un l’altro.
Per contarsi e capirsi alla giusta luce, e per fermare l’ottusa azione che serve a tutti tranne loro.
Immagina la scena in pausa, congelando siffatta astrusità per l’ultima, definitiva volta.
Dissolvenza in entrata: fratello che colpisce fratello, mentre alle spalle dei due il vero ladro del mondo fugge con il maltolto sottratto a casa loro.

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Storie con morale sul reato umanitario

Quindi vennero arrestati tutti, ripeto, tutti quelli che in passato hanno votato per pseudo leader politici arricchitisi truffando chiunque senza scrupoli, addirittura interi paesi.
Consideratelo anche questo come un aggiornamento, ovvero completamento del tanto celebrato diritto di voto: raggiunta l’età preposta, hai facoltà di votare… cittadini onesti.
In caso contrario, di che parliamo?
Infatti, di che, ma ci arrivo.
Di seguito, vi fu l’arresto di chiunque avesse acquistato prodotti di marchi rei di uno qualsiasi tra i crimini tipici delle aziende, soprattutto le multinazionali. Sfruttamento del lavoro minorile, inquinamento, mancato rispetto dei diritti umani, fate voi.

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Storie con morale: senza parole

“E’ vero che non possiamo inviare immagini, audio e video, che non esiste più la funzione scrittura, ma c’è ancora quella disegna nei vecchi modellini come il mio.”
“E chi si ricorda come si fa?”
“Figurati io, Donatella, sono stato sempre un pasticcione…”
“Papino?”
“Sì?”
“Mammina?”
“Sì?!”
“Io saprei disegnare…”
“E chi te l’ha insegnato? Non si fa più a scuola.”
“L’ho imparato da sola.”
“E come hai fatto a imparare a disegnare?”
“Semplice. Mi è bastato capire cosa significa..."

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Storie con morale: poveri contri più poveri

Non si può essere miliardari senza avere roba d’altri nel borsello.
Assioma retorico, certo, ma le verità più sono semplici, e con proporzionale frequenza vengono rimosse dal calcolo finale, ci avete fatto caso?
Come se il risultato di uno più uno fosse talmente giusto, che potremmo anche dire zero, senza chiederci dove sia finito il due, ovvero nelle tasche di chi.
Così, secondo un’aritmetica tutt’altro che lineare, i nostri tre miliardi e ottocento mila, ma potremmo anche dire noi, invece di puntare un comune indice accusatore sui quarantadue, fissarono il mirino sugli altri per definizione.

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Storia con morale sul riscaldamento globale e Tom

“Tom, comprendi che siamo tu e io, con le nostre ottuse ed egoiste scelte a provocare l'innalzamento innaturale della temperatura? Cavolo, come fai ad accettare di vivere il tempo che ti resta così? Sei come rassegnato, come un prigioniero che non scorga più alcuna salvezza all’orizzonte, condannato a vedere sempre la stessa immagine al di là del vetro, ammirando la vita fortunata di coloro che si approfittano della tua resa.”
Eppure, malgrado una partecipazione emotiva totale, Tom potrebbe incredibilmente insistere nel rimanere indifferente alle tue parole.

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Storia con morale sull'amore nel futuro

Per essere coerente, credo sia meglio che spenga anche il chip neuronale.
No… ce l’hai anche tu?
Certo! Ma non ti ho mai visto sul Social Dreamwork, dove ci si connette dormendo…
Neppure io su Psicher…
E cos’è?
Il social sui deliri, uno spasso, credimi.
Spegniamo, allora?
Sicuro, Caterina, sarebbe proprio un controsenso.
Già.
Allora, cosa prendi, quindi?
Un birra media va benissimo, e tu?
Io… ecco, io voglio essere del tutto sincero, con te, stasera.
E quindi?
A essere onesti, dovrei arrestare anche l’ArrApp…

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Storie con morale su Trump e i cesso di paesi

Secondo un rapporto del Washington Post, dopo che gli è stata presentata una proposta per ripristinare le protezioni per gli immigrati da El Salvador, Haiti e alcune nazioni africane come parte di un accordo di immigrazione bipartisan, il presidente Trump ha di recente affermato: "Perché stiamo facendo venire tutte queste persone da questi cesso di paesi (shithole countries)?"
Be’, c’è solo un modo per replicare a chi non ha alcun senso della Storia passata e dei tanti, piccoli racconti viventi che nascono e sopravvivono intorno a noi…

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Storie per riflettere: io faccio strada

Io faccio strada. Perché la meta già scritta e conquistata è roba vecchia. Ecco perché io faccio strada. Sono umano ed è questo il mio compito migliore. Perché il bisogno di percorsi alternativi verso il domani è roba scontata, che per primo dovrei aspettarmi. Giammai per ultimo. Sono uno tra coloro che ha camminato perché ha trovato terra sotto i piedi. E che si è emozionato grazie a tragitti che valgono il prezzo più dell’arrivo stesso. Uno dei molti che hanno potuto godere di un gratuito e silenzioso sacrificio...

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Storie con morale: la città delle parole

Le parole della città sono le insegne dei negozi, che un tempo erano composte per far capire cosa trovare all’interno. Ora, invece, ti informano di ciò che non avrai mai, ma che non smetterai di cercare. E’ lo stesso inchiostro con cui parlano, anzi, ammaliano le parole dei cartelloni della pubbli-città, il mondo dove tutto è pubblico e ogni cosa può esser venduta...

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Storie con morale: orango e il selfie

Posso? Grazie. Nome? Non lo so, non ne ho mai avuto bisogno, e sono in grado di dire lo stesso per coloro che mi hanno amato finora. Perché io posso, perché si può. Esistere felici anche così. Cognome? Idem come sopra, di famiglia e futura progenie altrettanto priva di casata e firma. Perché è possibile, quindi naturale. Età? Tre anni, se l’inizio è la nascita. Poche ore fa, laddove si cominci dalle prime luci...

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Storie con morale: divieto di sorridere

Che giornata, ragazzi. Definirla memorabile sarebbe riduttivo, ma andiamo per ordine, partiamo dall’inizio, dal c’era una volta e… come al solito, giudicate voi altri. Apro gli occhi come sempre al richiamo della sveglia del cellulare, con le palpebre ancora recalcitranti a lasciar spazio al cosiddetto specchio dell’anima, e mi dirigo con il consueto passo malfermo dell’uomo di mezz’età al mattino in cerca dell’agognato posto libero in bagno. Nel tragitto, mia moglie mi scorge dalla cucina, dove provvede al primo pasto dei pargoli...

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