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Marco Travaglio e il Fatto acclarato e rivendicato

La polemica tra Travaglio e Zoro, intorno al discutibile editoriale (qui la contro replica) del primo sul legame tra ONG e trafficanti, con l’esaustivo intervento di Annalisa Camilli su Internazionale, mi ha spinto a interessarmi a due termini in particolare al centro della discussione: acclarato e rivendicato.
Vocaboli importanti, tra parole scritte, sbandierate e vendute.
Già, vendute, perché di questo stiamo parlando, altro che chiacchiere da social.
Non qui, qui è tutto gratis per davvero.
Mi riferisco al Fatto quotidiano e il suo direttore.
Nello specifico, vorrei soffermarmi su quel che c’è scritto sulla versione digitale.
Ilfattoquotidiano.it non riceve alcun finanziamento pubblico, recita con malcelata ostentazione la parte riservata agli spazi pubblicitari.
Tuttavia, riscontrando nel sito la quasi totale assenza di questi ultimi, mi chiedo: chi paga il suddetto, controverso articolo del buon Marco?
Così, esplorando la faccia telematica del noto giornale mi imbatto in un’altra,…
Post recenti

La favola del confine

C’era una volta un pianeta di forme e colori.
Di esistenze e sopravvivenze.
Di creature perennemente in viaggio, solo in apparenza immobili.
In una collettiva danza tra partenze e ritorni.
E c’erano una volta anche popoli in guerra.
Intrappolati in un conflitto antico come il mondo stesso.
Tra coloro che in ogni epoca, mattone dopo mattone, innalzano muri per dividere le genti. E coloro che man mano che l’indignazione e la coscienza si fanno forza l’un l’altra.
Si impegnano a buttarli giù.
Così, sin dall’alba dei tempi, la storia va avanti nel suo assurdo gioco.
Tu costruisci un muro, io lo abbatto, tu lo ritiri su e io lo smonto di nuovo.
Su e giù, giù e su.
Finché non si comprese che c’è solo un modo per metter fine a tale assurdità.
Cancellare, una volta per tutte, quella folle linea sui cui fu posta un giorno la prima maledetta pietra.
In breve, il confine.


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Campionato del mondo dei giovani calciatori della Thailandia

C’era una volta un campionato del mondo.
Un altro.
Dove se si perde, fa notizia, e non è mai un bel leggere, tantomeno vedere.
Al contempo, allorché si sopravviva al fischio conclusivo, non ci saranno autografi sulla maglia e foto con dedica.
Nondimeno, questo non vuol dire che non si urlerà di gioia, con la coppa chiamata vita stretta tra le mani.
Sullo schermo, ovvero nella grotta, va ora in scena la finale.
Nel suo drammaticamente allungato tempo supplementare.
Perché il destino del nostro pianeta è un arbitro talvolta crudele e sembra quasi provar gusto nel trovare ogni pretesto per posticipare la strada per la benedetta doccia, dove lavar via le contusioni del vivere difficile.
Nel mentre, là sotto, al buio, si combatte contro il solito nemico.
Il tempo.
Correte quindi, lancette, siate magnanime, per una volta.
Bruciate via le ore come se fossero minuti travestiti da secondi.
Sicché in dodici, insieme al loro prode allenatore, ne meritano ancora tanti da giocare…

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Gioco di parole

C’era una volta le parole.
I quanto mai sottovalutati insiemi di lettere con cui raccontare e spiegare come va.
E dove va.
Il mondo.
C’era una volta, quindi, la notizia.
Ovvero, leparole.
Sui migranti, disselaMerkel, si decide il destino dell’Unione Europea.
Ma si potrebbe anche dire…
Sull’Unione Europea si decide il destino dei migranti.
Ma pure…
Sui migranti dell’Unione Europea si decide il destino della Merkel.
C’era una volta le parole, quindi.
Della Merkel e dell’Unione Europea.
Più che mai quelle con cui aggrediamo o difendiamo i migranti.
Con le quali stiamo decidendo, tutti.
Il nostro comune destino


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Memoria dei diritti umani

C’era una volta la memoria.
Quella personale, ancor prima di quella collettiva.
Di chi dice o fa cosa, non per conto di chi o in nome di qualsivoglia governo.
C’era una volta, quindi, Nikki Haley, ambasciatrice USA alle Nazioni Unite.
C’era una volta, altresì, l’annuncio di quest’ultima che sancisce l’uscita degli Stati Uniti dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC).
C’era una volta, ancora, Nikki Haley, che giustifica la scelta del suo paese accusando il suddetto Consiglio di agire quale protettore di coloro che abusano dei diritti umani, ignorando le atrocità che hanno luogo altrove.
Di nuovo, perciò, c’era una volta Nikki Haley, ovvero un tempo Nimrata Nikki Randhawa,
figlia di una famiglia di immigrati indiani.
C’era una volta qualcuno che dovrebbe chiedere ai propri genitori cosa volesse dire arrivare in America da immigrati, per giunta con una carnagione tutt’altro che favorevole.
C’era una volta, di conseguenza, chi non può ignorare il razzismo e l’intolleranza di …

Storie per riflettere sulla vita

C’era una volta un pianeta.
Grande, se ci pensi, molto più grande di ciò che si crede, allorché lo si guardi dall’alto, da lontano.
Al meglio se ne proietti dimensioni e opportunità all’interno della tua fantasia.
Sul pianeta grande, molto di più della semplice apparenza, c’era tutto per tutti.
Ogni cosa era stata studiata e programmata per ciascun essere vivente...

Dal libro Spiegare ai bambini con le storie: Racconti per rendere semplici i grandi temi della vita moderna

Storie con morale sulla diversità

Tutto procedeva placidamente finché qualcosa si presentò a disturbare il disegno ormai noto.
Un’altra lampadina.
Una lampadina straniera.
Quest’ultima, non appena fu avvistata da tutte le altre, si guadagnò all’istante ogni attenzione.
Inevitabile, ma non per il motivo che credete e che pensavano le lampadine stesse.
Accade sovente, assecondatemi anche su questo.
Le reazioni delle lampadine furono variopinte e diversificate, ma coerenti e complementari in un unico coro di sdegno e rifiuto.
Perché, a loro avviso, la lampadina straniera rubava il posto alle altre e perché sembrava credere in qualcosa di diverso da loro, perché pareva non rispettare le loro leggi e perché non faceva quel che loro facevano, perché faceva cose che loro non immaginavano e perché sembrava simile a loro e questo era l’inganno...

Dal libro Spiegare ai bambini con le storie: Racconti per rendere semplici i grandi temi della vita moderna